Titolo originale: Psycho
Diretto da Alfred Hitchcock.
Con Anthony Perkins, Janet Leigh, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam.
Scritto da Joseph Stefano. Dal romanzo omonimo di Robert Bloch.
Prodotto da Alfred Hitchcock.
Usa 1960, 1h49’, b/n, formato panoramico 1,85:1
“Il miglior amico di un ragazzo è sua madre.”
40.000 dollari rubati. Una giovane in fuga. Un sinistro motel gestito da un giovane timido con l’hobby dell’imbalsamazione e una mamma ammalata invisibile ma invadente. Una doccia fatale. Già noto come maestro del giallo, nel 1960 Alfred Hitchcock decide di spingere la sua maestria ai confini dell’horror psicologico. Uno sdoppiamento di personalità da manuale (complesso di Edipo e sessuofobia inclusi), un brutale omicidio che getterà le basi per il cinema “slasher” del decennio successivo, atmosfere inquietanti alla Norman Rockwell, una colonna sonora (di Bernard Herrmann) che diventerà paradigma di ogni costruzione musicale di genere, uno scardinamento consapevole di tutte le convenzioni narrative (non si era mai visto morire il presunto protagonista di un film a 40 minuti dall’inizio): dopo “Psycho”, la storia del cinema non sarà più la stessa. E nemmeno quella di Anthony Perkins, straordinario e tormentato interprete di Norman Bates, che rimarrà imprigionato nel ruolo dello psicopatico violento per il resto della sua carriera. Gli oltre cinquanta stacchi di montaggio in due minuti della celeberrima sequenza della doccia sono entrati nell’olimpo della regia. E nelle scuole di cinema di tutto il mondo. Ultimo film del maestro girato in bianco e nero. Non fu una scelta dettata dall’atmosfera, ma dalla necessità di risparmiare: Hitchcock, anche produttore, temeva fosse un fiasco: ma per quanto snobbato dagli Oscar (Hitchcock non ne vinse mai uno), fu un immenso successo che dettò nuove leggi della suspense.
Academy awards: 4 nomination
Golden Globes: 1 nomination
1 GOLDEN GLOBE [miglior attrice: Janet Leigh]