Diretto da Adrian Lyne.
Con Jennifer Beals, Michael Nouri, Lilia Skala.
Scritto da Joe Eszterhas e Thomas Hedley jr.
Usa 1983, 1h35’, colore, formato panoramico 1,85:1
“… what a feeling.”
Operaia di giorno e ballerina quasi “burlesque”di notte, la bella Alex sogna l’amore e l’ammissione a una prestigiosa scuola di danza. Avrà entrambe le cose. Con un incasso globale pari a 20 volte il suo budget, il fenomeno “Flashdance” oscurò ogni altro film musicale coevo concorrente. E non erano pochi. Con medi fenomeni come “Beat Street” e “Breakdance”, che documentavano stili di danza nascenti, o blockbuster come “Staying Alive” che rafforzavano miti preesistenti (il Tony Manero di “Saturday Night Fever”), l’aggiornamento in chiave musical/operaia della fiaba di Cenerentola spazzò via la concorrenza grazie alla freschezza esordiente di Jennifer Beals (poi destinata a una carriera in calando), alle musiche battenti di Giorgio Moroder, alle canzoni che dominarono le hit parade dell’anno (“Maniac” di Michael Sembello, nominata all’Oscar; la celeberrima “Flashdance…What A Feeling” di Irene Cara, premiata con la statuetta), alla scaltrezza tutta pubblicitaria dell’impostazione visiva di Adrian Lyne, stimatissimo regista di “commercial” e poi dominatore del box office con i seguenti (e non meno epocali) “9 settimane e ½”, “Attrazione fatale”, “Proposta indecente”. Vero “role model” per la generazione precedente a quella dei reality show, l’eroina romantica Jennifer Beals impose alle ragazzine dell’epoca, appena uscite dal “Tempo delle mele”, un look più sexy in scaldamuscoli neri: anche se i fan rimasero delusi quando seppero che per i primissimi piani della sequenze di danza più complicate furono usate le gambe di una controfigura.
Academy awards: 4 nomination,
1 Oscar [miglior canzone originale]
Golden globes: 5 nomination,
2 Golden globe [miglior colonna sonora, miglior canzone]