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Hollywood party
 

Titolo originale: The Party
Diretto da Blake Edwards.
Con Peter Sellers, Claudine Longet, Marge Champion.
Scritto da Blake Edwards, Tom Waldman e Frank Waldman. 
Prodotto da Blake Edwards.
Usa 1968, colore, dur. 99 min. formato Panavision 2,35:1

 



“Molto bello barzelletto!”

Cacciato da un set hollywoodiano per aver rovinato le riprese di un film in costume, il figurante indiano Hrundi V. Bakshi (Peter Sellers) finisce per errore sulla lista degli invitati a un party esclusivo nella lussuosa villa di un produttore. E anche qui, rovina catastroficamente la festa. Il pretesto è da comica “slapstick”, ma il sottotesto è critico: il personaggio di Sellers, alieno all’ambiente in cui si ritrova, innesca la distruzione sistematica e simbolica di un mondo completamente fasullo, dominato dai falsi miti del denaro, del successo, dell’apparire. E quella che a tutti gli effetti è una immensa, divertentissima, incessante parata di gag diventa anche una critica spietata e interna dell’anarchico Blake Edwards allo stesso “sistema Hollywood”. Una lezione di tempi comici  ineguagliata (le gag più travolgenti sono quelle a “combustione lenta”) che ha aperto la strada al genere “demenziale” del decennio successivo e che da quarant’anni non smette di ispirare legioni di comici e registi di ogni paese. Tra i re indiscussi della commedia, il trasformista Peter Sellers sfodera una fisicità e una parlata da cartoon già sperimentate con Edwards nei film della “Pantera Rosa” ed è irresistibile nei panni di un personaggio dalla goffaggine improbabile e totale. Anche le musiche del fido Henry Mancini si adeguano alla follia del contesto. Un film così in anticipo sui tempi da non essere minimamente preso in considerazione dalla giuria dell’Academy, che gratificò il regista con un’unica nomination all’Oscar solo nel 1982 (per “Victor Victoria”) e gliene attribuì uno, tardivo, alla carriera  solo nel 2004.
 
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