Diretto da Sylvester Stallone.
Con John Travolta, Cynthia Rhodes, Finola Hughes.
Scritto da Sylvester Stallone e Norman Wexler.
Usa 1983, 1h33’, colore, formato panoramico 1,85:1
“Vado a farmi il mondo.”
Sei anni dopo “La febbre del sabato sera”, il “disco-dancer” Tony Manero è ancora alla ricerca del riscatto: ma l’epoca di Reagan è già iniziata, e l’anonimato della discoteca non basta più. Il suo nuovo orizzonte è Broadway, dove cerca di sfondare come ballerino professionista. E ce la farà. Non è un caso che alle redini del film ci sia stavolta Sylvester Stallone, che trasforma il personaggio di Tony Manero in una versione tersicorea del suo Rocky, sostituendo il palcoscenico al ring e le figurazioni della danza alle coreografie del pugilato: il “nuovo” Tony è un John Travolta riscolpito nel fisico che passa da mito “realistico” degli anni Settanta a una epitome plastificata della vacuità del decennio successivo, anticipando anche qualcosa del fenomeno dei “talent show” che verrà. Anche la “disco” si trasforma in un ricordo: le acrobazie del palco sono scandite da ritmi più sostenuti, e il tema musicale portante è la solida “Far From Over” di Frank Stallone, fratello del regista. Un altro ballerino successivamente “eccellente” fa una fugace apparizione in sala prove: è il Patrick Swayze che con “Dirty Dancing” ridarà lustro al cinema “di ballo” anni Ottanta.
Nomination ai Golden Globe come migliore canzone originale